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TEMPLI ROMANI

     Gli antichi Romani formarono la loro cultura, compreso quella religiosa, fondendo le culture e le pratiche dei popoli circumvicini, gli Etruschi del nord, i Greci della Magna Grecia del sud,  i Sabini e i Sanniti dell’Est, ed attraverso questi assorbirono le acquisizioni degli indoeuropei e dell’Oriente.

     Coesistevano divinità patrizie come la Triade Capitolina e divinità plebee come Cerere o Libero e Libera, comprendendovi divinità straniere, coprendo in tal modo tutte le attività quotidiane dalle materiali alle spirituali.

    Diversamente dalla Mitologia greca che vede gli Dei fautori del mondo e della loro società, la Teologia romana riconosce le gerarchie astratte degli Dei ma fa risalire ai propri antenati umani la funzione primordiale di formazione della società.

     In definitiva la Mitologia romana non coincide con quella greca ma le scorre parallela.

     Le città greche nascevano in omaggio agli Dei, le città romane sorgevano in memoria di grandi eroi. La società romana molto pragmatica ha però creato anche gli Dei astratti, in quanto funzionali allo sviluppo dell’uomo e della società.

     I Romani non veneravano gli Dei in quanto tali ma solo quando utili alla quotidianità, ad esempio con la loro capacità di divinazione.

     I riti religiosi romani non mirano al dialogo con le divinità ma sempre alla propiziazione di eventi favorevoli, attraverso la pratica dell’immolazione od il Votum (promessa d’offerta in cambio d’un beneficio) o la Pax Deorum (accordo di pacificazione tra le indicazioni degli Dei ed i comportamenti umani).

Campidoglio e Tempio della Triade Capitolina (Roma)

 

    La Triade Capitolina, in antico formata da Giove, Marte e Quirino, poi da Giove, Giunone e Minerva, è estranea al retaggio greco ma discende dal patrimonio indoeuropeo. Il tempio loro dedicato era il più grande e il più ricco di Roma, si costituiva di tre celle (una per ciascuna divinità); conservava i più importanti trattati, il Tesoro della Città e i Libri Sibillini. Vi si svolgevano le principali funzioni civili e religiose quali l’inaugurazione dell’anno, l’arruolamento dell’esercito, la discussione sulla partecipazione alle guerre, la glorificazione degli imperatori nei ritorni da vincitori.

     Come massimo tempio della città romana, esso veniva edificato in ogni colonia ed ogni terra di nuova conquista.

    Oltre che per le diverse interpretazioni religiose i templi romani differivano da quelli greci anche per le nuove concezioni edilizie dovute all’adozione delle concrezioni cementizie, per il vasto ricorso all’uso del mattone e soprattutto per l’innovativa introduzione dell’arco (sia nell’applicazione planare, a conci concentrici, per i sopraporte e per gli scarichi delle spinte nei muri maestri, sia nella costruzione di volte alte e ampie che definiscono originali ariosi spazi architettonici).

     Siffatte originali elaborazioni edilizie nonché l’acquisizione e la reinterpretazione delle concezioni d’altri popoli, hanno condotto alla conferma di talune tipologie, soprattutto greche, ed alla nascita di nuovi modelli architettonici.

   Per questo i templi romani risultano molto diversificati: le piante greche sempre rettangolari (strette e lunghe) ora si mostrano anche più grandi o quadrate o rotonde. I tetti, prima sempre piani, ora sono sostituiti da cupole di varia foggia.

   L’eccellenza della cupola si ottenne con il Pantheon, gigantesco  cilindro sormontato da cupola emisferica che esalta la centralità dell’uomo e simboleggia la irraggiungibilità del cielo.

          Sezione Pantheon (Roma)

 

    L’intensità dei significati simbolici, soprattutto religiosi, delle volte - tanto per il loro disegno interno che configura uno spazio mistico quanto per il loro disegno esterno che simboleggia l’astrazione celeste - ha ispirato le coperture totali o parziali di innumerevoli altre simbologie sacre, da quelle bizantine a quelle cristiane, alle arabe, le iraniane, le persiane, le tailandesi, le induiste e le buddiste.

 

 

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