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LA CHIESA

Dal greco ecclesìa e dal latino ecclèsia, adunanza,  la chiesa era luogo di incontro dei cristiani.

Prima dell’Islamismo (rivelato 1400 anni fa) il Cristianesimo (formatosi 2000 anni fa) era la più giovane delle grandi religioni.

La religione vedica era nota già dal XV secolo a.C., l’Ebraismo risale almeno al XIII secolo a.C., il Mazdeismo operava già dal X-IV secolo a.C., il Brahmanesimo era praticato dall’ VIII secolo a.C., il Buddismo dal VI secolo a.C. e l’Induismo dal III secolo a.C.

In duemila anni il Cristianesimo ha intriso la cultura (soprattutto europea) al punto da influenzarne gli sviluppi e riceverne trasformazioni anche profonde nel dogmatismo e nella liturgia che si sono riflesse nell’immensa campionatura delle tipologie edilizie.

                          Roma - San Pietro - Altare Maggiore                                                                                                                                                                              Città del Vaticano - Piazza San Pietro    

   
  

A fianco alle infinite chiese comuni esistono con ambiti di diversa competenza amministrativa la chiesa-madre, quella parrocchiale, principale,primaziale, collegiata, conventuale, senza particolari caratteri architettonici propri o pregiudiziali.

La Cattedrale è la maggiore chiesa di una diocesi, il Duomo è la chiesa principale delle città vescovili, il Santuario è il luogo sacro con reliquie e benefici spirituali di indulgenza plenaria, il Tempio è la chiesa grande ed isolata, la Basilica è un tempio a più navate e transetto, con absidi e spesso con atrio e portico, la Cappella è il luogo modesto o solenne, consacrato per le funzioni religiose al servizio di una singola abitazione o piccola comunità o servizio pubblico (Cimitero, Ospedale, Palazzo Patrizio, Centro Commerciale,Stazione Ferroviaria, etc.),angusto quanto basta perché vi acceda un celebrante od anche grandioso o monumentale come le Cappelle di Palazzi Reali o la Cappella Sistina (che ospita il Conclave e vanta uno straordinario patrimonio pittorico).

Le prime chiese documentate sono quelle casalinghe (II secolo) ottenute dall’adattamento di abitazioni private alle funzioni religiose. Le prime basiliche risalgono al IV secolo. Queste erano dotate di un atrio quadrato e porticato con al centro la vasca di purificazione. La chiesa vera e propria era costituita da una vasta navata longitudinale con presbiterio, l’abside, l’altare, la cattedra vescovile, terminanti con la cantoria e due pulpiti. Le navate laterali accoglievano i fedeli, distinti per sesso. Al loro esterno, in edifici limitrofi, si collocavano il Battistero e il Reliquario.

Al V secolo risalgono le primitive basiliche (volute a Roma dall’Imperatore Costantino) di San Giovanni in Laterano e San Pietro a cinque navate e quella di Santa Maria Maggiore a tre navate.

Altre basiliche in Europa e in Medio Oriente introdussero la presenza del matroneo (piano rialzato riservato alle donne) e la pianta centrale con collocazione dell’altare all’incrocio delle navate.

A partire dall’VIII secolo e per tutto il periodo romanico si affermò la tipologia che rinunciava al vestibolo di ingresso (prima destinato alla catechesi dei battezzandi), introduceva il tiburio (ottagonale) all’incrocio delle coperture tra la navata centrale e il transetto; il presbiterio veniva rialzato per far posto alla nuova collocazione della cripta sotterranea e venivano introdotti spazi collaterali per l’oratorio. Sulla facciata con ingresso principale si apriva il rosone (finestra circolare a raggiera).

All’esterno si conferma il Battistero e nasce il Campanile (distaccato o a ridosso ma non ancora inglobato nella chiesa).

L’esperienza gotica modificò le interpretazioni liturgiche, ampliò l’abside in modo da dare accesso ad un complesso di cappelle radiali, inglobò le torri campanarie nel corpo principale e, soprattutto in funzione delle innovazioni costruttive, dette vita alla sua sublimazione architettonica peculiare (vedere voce propria CATTEDRALI GOTICHE nel MENU’ PRINCIPALE).

Col Rinascimento si ritornò alla pianta centrale (a croce greca o latina) con esaltazione delle cupole all’incrocio del transetto e senza suddivisioni funzionali né liturgiche né sociali.

Col Protestantesimo la Chiesa diviene principalmente luogo di preghiera e di predicazione, coi fedeli rivolti concentricamente verso l’altare (sopra la cripta e sotto la cupola).

Il Cattolicesimo ripete la croce latina e moltiplica gli altari e le cappelle minori ai lati della navata longitudinale e del breve transetto.

Le magnificenze teatrali del barocco e la pianta centrale assecondano lo spirito della Chiesa controriformistica alla ricerca della unitarietà interna e d’una maggiore partecipazione popolare.

Il ‘700 rinuncia agli eccessi decorativi del barocco per favorire una spettacolarità più asciutta ma pur sempre ricca e monumentale, con ampia e alta navata centrale, altari e cappelle laterali, cupole ardite e campanili saettanti.

L’800 rinuncia ad una propria identità creativa per riscoprire i valori architettonici della tradizione: si sovrappongono gli stili neo-romanici, i neo-gotici, i neo-classici.

Nel ‘900 non cambiano le interpretazioni dogmatiche né le liturgie ma i materiali da costruzione. In particolare il cemento armato introduce esibizionismi architettonici spesso ingiustificatamente capricciosi.

Le ultime innovazioni tipologiche risalgono al recente Concilio Vaticano II. Queste hanno riportato la chiesa alla funzione primaria di aula assembleare, con l’altare e l’officiante rivolti ai fedeli, con l’introduzione di nuovi spazi per attività sociali e con una migliore compenetrazione della attività clericale e quelle laiche.

 

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