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MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Galla Placidia, figlia di Teodosio il Grande, imperatore d’Oriente, fu presa prigioniera da Alarico re dei Visigoti durante l’invasione d’ Italia che seguì la caduta dell’Impero Romano. Ataulfo, successore di Alarico, sposò l’ostaggio nel 413. Restata vedova, Galla Placidia a Ravenna fu fatta sposare col generale Costanzo; da questi ebbe il figlio Valentiniano III, nuovo imperatore d’Occidente, divenendone tutrice.
La città di Ravenna godette per merito di Galla Placidia un lungo periodo di pace e nel 425-430,  prima ancora della sua morte (450), le dedicò un magnifico mausoleo.
Questo sorprende per il contrasto tra la modestissima architettura romana, con archetti, lesene e timpani e lo splendido interno decorato da magnifici mosaici di gusto classico romano-ellenistico.
Non si è certi che l’edificio accogliesse le spoglie di Galla Placidia: poteva forse trattarsi di una chiesa elevata in onore di San Lorenzo.
In stupefacente stato di conservazione brillano i variopinti mosaici che rivestono la quasi totalità delle superfici interne.
Diversamente dai mosaici greci e romani che  svolgevano funzione pittorica,  quelli ravennati, ed in particolare questi di  Galla Placidia, assecondano e completano le strutture architettoniche: la prima volta, a botte, in calmo indaco ravvivato da corolle e decorazioni, richiama il calore dei tessuti preziosi; l’intradosso centrale si adorna di cesto di frutti di rara freschezza coloristica; la cupola è in profondo blu illuminato da stelle d’oro in delicata prospettiva. Il suo sottarco mostra una greca variopinta con gusto che si direbbe moderno.
Altre raffinate lavorazioni completano i pennacchi e le lunette.
Nelle  nicchie sono adagiati tre sarcofagi in marmo di provenienza romana, forse  di Galla Placidia, di Costanzo suo marito , e di Valentiniano III loro figlio.

MUSEO GALLA PLACIADIA - RAVENNA

 

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