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MAUSOLEO BELA ROSIN

Rosa Vercellana, detta LA BELA ROSIN, sposa morganatica di Vittorio Emanuele II restato vedovo della regina Maria Adelaide d'Asburgo, ottenne dai figli Conti di Mirafiori la costruzione di un mausoleo.
Questo sorge a Torino nel quartiere Mirafiori. Fu progettato dall'architetto Angelo Demezzi e  costruito nel 1888 come copia ridotta (alto m 17 largo m 17) del Pantheon di Roma che era destinato ai Re d'Italia
Ne differisce anche per la scritta sul frontone DIO PATRIA FAMIGLIA e per il rivestimento in rame della cupola emisferica culminante con lucernario chiuso e sovrastato da croce latina.
Il mausoleo ha avuto vita tormentata: ancora negli anni tra il 1960 e il 1980 è stato ripetutamente oggetto di profanazioni e vandalismi, le spoglie della Bella Rosina sono state depredate e martoriate, il sepolcro è stato usato per macabri rituali, vi si celebravano messe nere ed altri riti satanici. Le radicate credenze delle valenze magiche della città di Torino andavano moltiplicando le frequentazioni improprie di quel luogo che ancorché protetto risulta maggiormente esposto nell'isolamento dei 30.000 m² di proprio parco verde recintato che lo attorniano.
Il Comune ha trasferito le sue spoglie nel Cimitero Monumentale della città (che ospita anche le sepolture di Massimo d'Azeglio, Edmondo de Amicis, Silvio Pellico, Angelo Brofferio, Francesco Tamagno, Fred Buscaglione, Erminio Macario, Neils Liedholm) e nel 2001 ha fatto restaurare il complesso dagli architetti Aimaro Isola e Roberto Gabetti (nipote della Vercellana).
Dal 2005 il mausoleo è divenuto Centro di Lettura Comunale.

 


 

 

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