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MAUSOLEO DI V. EMANUELE II Re d'Italia


Vittorio Emanuele II (1820-1878) Re di Sardegna (quando il Regno comprendeva la Sardegna, la Savoia, la Liguria e il Piemonte) detto il "re galantuomo" stabilì alleanze politiche e militari coi Francesi ottenendo l'allontanamento degli Austriaci dal territorio italiano. Fu comandante supremo dell'Esercito Piemontese nella Seconda e Terza Guerra d'Indipendenza.
Fu nominato Re d'Italia (del Nord) dopo i patti di Plombières (1858) cedendo Nizza e la Savoia a Napoleone III.
Avversò ma non abolì lo Statuto Albertino.
Appoggiò la spedizione dei Mille.
Garibaldi a Teano lo salutò Re d'Italia (1860) ma fu proclamato ufficialmente con tale appellativo solo dal 17 aprile 1861.
Dopo la presa di Roma (1871) fu consacrato "Padre della Patria".
Nel 1868, restato vedovo, aveva sposato morganaticamente Rosa Vercellana, detta la Bela Rosin, creata contessa di Mirafiori. (Vedere propria scheda MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN).

Alla morte (1878) gli venne riservata la sepoltura tra illustri personaggi nel Pantheon di Roma, destinato a divenire sede delle tombe dei Re d' Italia.
Suo figlio e successore Umberto I volle per lui la tomba monumentale, detta Vittoriano, già nel 1880. Su progetto dell'architetto Giuseppe Sacconi il corpo principale dell'opera, in marmo botticino, fu costruito negli anni 1885-1888 demolendo un piccolo borgo medievale e manomettendo alcune vestigia romane antiche.
L'Altare della Patria fu aggiunto, ad opera dello scultore Angelo Zanelli, nel 1906 e la tumulazione del Milite Ignoto avvenne nel 1921.
L'inaugurazione avvenne solo in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia (1911).
Le quadrighe sulla sommità dei pronai risalgono agli anni 1924-1927 ed il completamento avvenne nel 1935.
Ciclopico, imponente, scenograficamente dominante, il Vittoriano è posto nel luogo più visto d'Italia: a Roma sul Campidoglio, affacciato da una parte sulla centralissima piazza Venezia e dall'altra sui visitatissimi Fori Imperiali.
In puro stile neoclassico, i suoi canoni architettonici hanno diviso la critica: da alcuni è visto come stucchevole "torta nuziale" o arida "macchina da scrivere", da altri come nobile rievocazione del Tempio di Palestrina, del tempietto di Atena Nike  sull'Acropoli di Atene o dell'altare di Pergamo.

 

            

  Il Vittoriano (Roma)

 

     

 Tomba di Vittorio Emanuele al Pantheon (Roma)                                                                                        Tombe dei Savoia - Basilica di Superga (Torino)

 

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