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PROGETTAZIONE



 

Tutti gli elementi sopra separatamente analizzati difatti coesistono nelle piramidi senza discontinuità né prevalenze degli uni sugli altri, nel formare l'armonia dell'insieme, con la forza e ricchezza di contenuti pur nell'apparente semplicità finale. Tale compenetrazione sottile e profonda aggiunge merito e ci fa parlare di sublimazione dell'opera.

Tale vetta culturale costruttiva deriva dai millenni di affinamento degli studi e delle applicazioni e deriva dall'operato di una particolarità di studiosi-progettisti-costruttori, i sacerdoti-architetti-filosofi-scienziati, molteplici e concordi, che presiedevano a tutte le fasi dalla concezione, alla scelta del luogo, alla progettazione, all'esecuzione, alla consacrazione.

Il sapere egizio dell’epoca era altamente evoluto rispetto alle conoscenze degli altri popoli. Erano stati approfonditi soprattutto gli studi relativi all’astronomia, alle arti magiche, alla religione, all’architettura, all’ingegneria navale ed idraulica; tanto sapere però non era ancora distribuito per competenze ma posseduto in toto da poche persone: il Sacerdote era anche l’Astrologo, l’Architetto, il Matematico ed altro. Ne derivavano pochi Saggi ma con le più svariate conoscenze. Imhotep, architetto della piramide a gradoni di Saqqara, fissò l'anno in 365 giorni e un quarto. Per i Greci divenne Imuthes, Asclepio poi Esculapio. A Saqqara c'era un tempio, l’Askepleion, a lui dedicato e svolgente funzione di ambulatorio medico.

L’unicità, o esiguità di numero, dei progettisti e la loro poliedricità portava spontaneamente ad un risultato costruttivo complesso e armonioso.

Imhotep     
 

 

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