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ATTILA

(406-453)


In lingua germanica, in turco e in ungherese, Attila significa “padre".

Originario del Caucaso, Re degli Unni, primo e ultimo unificatore dei popoli barbarici. Come gli Unni e i Mongoli era abile arciere e cavalcatore nato.

Tra una spedizione e l'altra regnava e risiedeva nell'area danubiana. In casa era umile e sobrio. Entrò nelle saghe nibelunghe come figura leggendaria nobile e generosa.

Fu detto il "Flagello di Dio", quasi un Giustiziere divino, nei miti nordici che lo onoravano come eroe e magari come "Fratello di Dio”.

Si disse che fosse cannibale (anche dei propri figli); superstizioso, si lasciava guidare da indovini e sciamani.

Fu nemico dell'Impero Romano d'Oriente e d'Occidente.

Mercenario e ricattatore, furbo e feroce, ostinato ed esoso, teneva in scacco i Re e gli Imperatori della fascia euroasiatica centro-meridionale.

Si ripeteva che dove passava Attila non ricresceva più l'erba.

Per i Romano-cristiani  fu solo un saccheggiatore blasfemo non solo verso Dio bensì  contro l'umanità tutta poiché non portò nuove idee, né ordinamenti giuridici né nuovi stili di vita né innovazioni di alcun tipo. Portò solo distruzioni, carestie, pestilenze, povertà, disordini, arretramenti culturali. Procuratore di ricchezze piratesche per sé e per le sue soldataglie che prosperavano coi bottini di guerra.

Predone e neppure conquistatore, derubava e spremeva col terrore le città assediate, forte di un esercito che contava fino a 200.000 uomini.

Le città spesso non gli opponevano resistenza, pagavano o fuggivano (i Padovani minacciati lasciarono la città e costruirono Venezia).

Risparmiò  Parigi per superstizione.

Uccise Sant'Orsola perché gli si rifiutò e con lei 11.000 compagne.

A Onoria che gli proponeva di sposarla (così credette Attila) chiese in dote metà dell'Impero Romano d'Occidente; al suo rifiuto tornò a saccheggiare l’Italia.

Maledetto nei secoli da tutti i popoli "visitati".

Fu sepolto col suo tesoro personale in un sarcofago d'oro sotto il letto di un fiume, forse l’Isonzo o forse il Danubio. I suoi seppellitori furono trucidati perché non diffondessero informazioni  sul luogo che ospitava la sua tomba.

 

 

 

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