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“FUCILAZIONE“ di GOYA (1820)


E’ rappresentata una morte violenta portata dalle mani di sopraffattori.

E’ crudamente realistica ed al contempo ricca di simbolismi.

Su un margine della scena dominano gli esecutori, soldati anonimi nelle divise impersonali senza tratti umani, ai loro piedi una grossa lanterna è la modernità portata dagli invasori napoleonici (Spagna 1808) che invece illumina le chiazze di sangue che intridono la terra ai loro piedi.

Al centro il condannato, luminoso e disperato, in gesto di sfida con muta dichiarazione di vittoria imminente. Il suo è un grido di libertà dall'oppressione.

Intorno figurano i testimoni con diverso grado d'angoscia: l'uno si copre il viso per la vergogna che si attua, l'altro rassegnato, altro speranzoso, altri rabbiosi, altro supplichevole e in preghiera al cospetto d'altra morte già consumata (in primo piano).

Alle loro spalle una gelida pietra, entroterra degli oppressi dalla dura sopravvivenza.

Sul fondo la tragedia della città ingrigita, mossa da tumulti che qui sono dell'anima.


 

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