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GLI ANIMALI FAMOSI

 


La letteratura ha spesso magnificato i comportamenti animali  raccontandoli nella loro naturalità o spingendone agli estremi la malvagità o la mitezza, rendendoli via via mostri ossessivi o custodi affidabili, anche attingendo da realtà documentaristiche e senza ricorrere ad animali inventati.

La letteratura per ragazzi ha concesso agli animali doti sovrumane di saggezza o istinti deleteri e capacità di parola, per renderli di volta in volta umani o subumani. Così come il cinema di animazione ha dato la parola ad una miriade di animali per rendere più immediata la comprensione dei loro comportamenti.

RIKKI-TIKKI-TAVI, la mangusta creata da Kipling a fine ‘800, è il mite eroe liberatore che parla ai bambini e agli animali sconfiggendo i terribili cobra divoratori di bambini e di animali.

LASSYE, il collie emblema di fedeltà e abnegazione, inventato da Erich Knigth nel 1938, ebbe tanta notorietà col passaggio al cinema (1943) che ancora nel 2005 la Rivista Variety lo poneva tra le 100 icone più famose di tutti i tempi.

RIN TIN TIN, il pastore tedesco, si pose a metà tra la realtà e la finzione poiché era esistito davvero (ritrovato abbandonato alla fine della 1a Guerra Mondiale) e reso personaggio cinematografico con interminabili serie proseguite dai suoi discendenti. Il più famoso, Rin Tin Tin IV, nato nel ‘49, oggi riposa vicino Parigi in una villa divenuta Cimitero per cani.

ARGO, il cane cieco di Ulisse nell'Odissea di Omero, capostipite del cane-fedele nella letteratura, nasce dall'inventiva artistica ma corrisponde ai modelli di comportamento tenuti tutt'oggi dai cani allevati in famiglia.

PERTAS, il cane che salvò Alessandro Magno dall'attacco d'un elefante, non è esperienza documentata ma verosimile così come il TERRANOVA che salvò Napoleone caduto in acqua all'Elba incapace di nuotare.

 

Alcuni animai sono risultati particolarmente preziosi per speciali meriti.

 

JO-FI, il chow-chow “segretario”di Freud, mostrava sensibilità psichiche degne del padrone. Non sapremo mai se tale acume fosse del cane o del padrone. Forse il maggior pregio dei cani è il loro mutismo: la mancanza di parola articolata ce li rende più misteriosi e ci autorizza a sostenere tutte le ipotesi possibili sulla loro intelligenza e fedeltà e affetto e abnegazione.

GREYFRIARS-BOBBY, il terrier si guadagnò una tomba con statua (1872)  ad Edimburgo, accanto al Cimitero del suo padrone che aveva vegliato ininterrottamente per 14 anni dopo la morte, prima di ispirare romanzi e film.

 

STUBBY, il pit-bull nominato sergente (per atti eroici durante la 1a Guerra  Mondiale) pluridecorato per meriti civili e militari in USA e in Francia, ha seguito il percorso inverso essendo passato dalla realtà alla letteratura.

BALTO, husky siberiano, è passato al cinema e alla letteratura dopo essere stato autore di gesto eroico non tanto in proprio quanto come emblema  di un gruppo di cani da slitta che salvarono da una terribile epidemia di difterite la città di Nome (Alaska) nel 1925, meritandosi una statua nel Central Park di New York.

HACHIKO, esemplare achita, commosse i giapponesi perché dopo la morte improvvisa del padrone (1925) continuò ad andare giornalmente ad attenderlo al treno per 10 anni. La Stazione di Shibuja e la città natale di Odate gli hanno innalzato una statua di bronzo. Le due città sono divenute centri di onoranze ad ogni anniversario.

CHICHI, detto “zio Chichi”, il barboncino soppresso nel 2012, a 26 anni di età, per le sofferenze incurabili. Divenuto famoso per le esibizioni alla TV americana ABC che lo proponeva al Guinness World Record per il primato della longevità canina.

LAIKA, bastardina russa, fu sacrificata (1957) nel lancio spaziale dello SPUTNIK II, senza ritorno. Si guadagnò notorietà mondiale e riaprì il dibattito sul diritto dell'uomo al martirio animale.

 

 

MANCS, lupo ungherese, si distinse per l’eccellenza del fiuto che gli permetteva di ritrovare i dispersi sotto le macerie dei terremoti, anche in India e Turchia (1999), tanto da meritarsi una statua a Miskolc (Ungheria) già nel 2004, due anni prima di morire.

 

CHIPPY, gatto soriano, faceva parte di una spedizione  ENDURANCE in Antartide quando (1914) fu soppresso per snellire la prosecuzione del viaggio a piedi sul pack. Per farsi perdonare l'efferatezza, sulla tomba del suo proprietario, a Wellington, fu  sistemata anche una statua in bronzo del gatto.

 

 

OSCAR,  gatto a macchie bianche e nere, mascotte e roditore ufficiale della Kriegsmarine e della Royal Navy, sulla Bismarck (1941). Ribattezzato "l’inaffondabile Sam" perché sopravvisse all'affondamento di tre navi che lo avevano imbarcato.

SIMON, gatto arruolato  come tradizione antica, mantenuta dagli Inglesi, quale portafortuna e scacciatopi sulla Royal Navy.

Fu apprezzato ancor più per vere imprese eroiche e per ferite di guerra nel 1947-49, meritandosi ambite decorazioni.

 

 

 

 

HODGE, dal pelo nerissimo, fu amato come un figlio da Samuel Johnson  che nella Londra di fine 1700 lo nutriva con ostriche fresche (allora economiche) tutte le mattine. La città nel 1997 gli costruì una statua di bronzo.

 

 

 

 

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SLEIPNIR, favoloso cavallo a otto zampe che assicuravano massima possanza e velocità sulla terra, sull'acqua e nell'aria, come richiesto alla cavalcatura di Odino, Dio della saggezza, della poesia, della magia e della guerra, nelle mitologie germaniche.

Alla lista dei cavalli che hanno acquisito benevolenza o riconoscimento entrando nelle storie sanguinose degli uomini, si aggiungono quelli che hanno dato prestigio personale o di appartenenza.

Una iscrizione latina trovata in Numidia, del 1° sec. d.C., recita "Che tu vinca o non vinca ti amiamo, POLIDOXE".

Anche i cavalli possono essere una bandiera civica o nazionale

ALBINO, detto “il Cavallo d’Italia”, era un baio maremmano cresciuto con un bambino contadino. Le necessità della guerra portarono l’Esercito a requisire il cavallo. Raggiunta la maggiore età il padroncino si arruolò nella Cavalleria per ritornare a condividere la giornata con Albino. Cavallo e cavaliere si distinsero in imprese disperate della 2a Guerra Mondiale fino alla morte del fante e all’accecamento di Albino che, scosso, proseguì la carica nella steppa russa fino alla vittoria. In tutti gli anni della vecchiaia Albino continuò a scattare sull’attenti agli squilli di tromba. Oggi è conservato imbalsamato nella Caserma Savoia Cavalleria di Torino. La storia, tutta vera, è stata raccontata da un libro per ragazzi della Vallardi (del 1958), con illustrazioni di Mario Uggeri, poi dal Corriere dei Piccoli (1962), e ripresa nel 2011 dal film War Horse di Spielberg  sia pure posposta in Inghilterra.                                                                                 

RIBOT (1952-72), baio galoppatore, fu orgoglio nazionale: nato in Inghilterra, era italiano per i genitori, la proprietà, l'allevamento, l'allenamento e il fantino (Camici). Vincitore, sempre con  molte lunghezze di distacco, in 16 gare su 16, le più prestigiose europee e americane.

                                                         

VARENNE, nato vicino a Ferrara (1995), re del trotto mondiale. Detentore del record mondiale sul chilometro (1.09.1). Ha battuto nel 2002 tutti i record di velocità su tutte le piste. "Cavallo dell'anno" in tre Nazioni diverse. Oggi stallone vicino a Torino.

                                                         

                                       

 

HICKSTEAD, Campione del Mondo in carica, di equitazione, baio olandese di 15 anni, cavallo fenomeno reso tristemente più famoso per la morte in diretta televisiva: colto da infarto a conclusione di una ennesima impeccabile prestazione (Verona, 2011).

 

 

 

                                          "SERGEANT RECKLESS" (Sergente spericolato)

                     La cavalla mongola Flame (Fiamma) nel 2013
                     ha ricevuto una statua a Quantico, Virginia, dai
                     Marines in occasione del 6°anniversario della
                     Guerra in Corea, per 'abnegazione ed atti eroici'.

  

 

I cavalli hanno sempre dato più di quanto abbiano avuto mentre cani e gatti hanno con l'uomo un bilancio prossimo all'equilibrio della compensazione.

 

Con altri animali l'uomo ha trovato più improbabile la comunicazione.

Casi singoli dimostrano la compatibilità.

 

Le TACCOLE di Konrad Lorenz gli si erano affezionate assumendolo come "madre" dalla nascita.

La LUPA di Roma si comportò da "madre" allattando Romolo e Remo.

La natura offre anche insospettate opportunità di intesa tra creature dissimili.

CITA, o Chitaah, scimpanzè, vero nome Jiggs junior, fu inventato come personaggio cinematografico formando un fortunato e simpatico terzetto di avventure: TARZAN-forte, JANE-bella, CITA-furba. Ne nacque una lunga amicizia (non il falso amore dell'orango-tango KING-KONG per la soccorritrice umana) protratta sino alla eccezionale età degli 80 anni di Cita, goduti in una lussuosa pensione che le offriva amore, gioco, libertà, spettacoli televisivi e lezioni di pianoforte  fino alla morte (2011).

PAUL, il polpo "indovino” proposto dalla televisione tedesca durante i Mondiali di Calcio del 2010 in Sudafrica. Si sa che intorno al fenomeno mediatico giravano alcuni ciarlatani, molti allegroni e tantissimi creduloni. Il polpo è tra gli animali aventi minori probabilità di comunicazione con l'uomo; è visto come primordiale e per questo più legato alle forze misteriose della natura. Questa esperienza ha risvegliato il mai sopito sospetto, in molti ancor oggi, che gli animali siano messaggeri di volontà divine e che l'uomo possa interpretarle, alla maniera degli aruspici romani o dei popoli primitivi che "leggono" il volo degli uccelli.

Altri animali sono divenuti famosi, pur ignote le connotazioni proprie, solo per essere entrati nelle storie di uomini particolari, con o senza riscontri affettivi, con o senza valenze simboliche:

L'ASPIDE che morse Cleopatra a morte,

il LEONE che non sbranò Daniele nel Colosseo,

il TERRANOVA che salvò Napoleone caduto in acqua all’Elba  senza saper nuotare,

le MULE entrate nei miracoli della levitazione della refurtiva sacra a Rimini e a Torino,

INCYTATUS  il cavallo proposto senatore da Caligola,

ASTURCONE il cavallo di Giulio Cesare,

MARENGO il cavallo di Napoleone,

MARSALA il cavallo di Garibaldi,

BRIGLIADORO il cavallo di Orlando,

BOIARDO di Rinaldo,

RABICANO di Astolfo,

RONZINANTE  di Don Chisciotte,

BUCEFALO di Alessandro Magno,

BABIECA  di El Cid,

COPENHAGEN di Wellington.

                                                    


     

 

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