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MANICHEISMO


Il fondatore Mani (III sec. d.C.), persiano, proponeva la fusione del Zoroastrismo, del Giudaismo, del Cattolicesimo, dell'Induismo e del Buddismo.

Mani si considerava seguace dei maestri Zoroastro, Buddha e Gesù e si impegnò a scrivere le sintesi compatibili dei loro messaggi.

Dal IV al XV sec. il Manicheismo era penetrato in ampie aree mediterranee ed asiatiche.

Credeva in un mondo primordiale composto di Luce e Tenebra, Bene e Male, con un Dio creatore che aveva mescolato le sostanze dando vita alle piante e agli animali, ognuno contenente una parte di materia impura e una parte di luce vivificatrice. Tale mondo era destinato ad affrontare un ciclo di purificazione per gli eletti e di condanna per i peccatori fino al ritorno alla Luce e alle Tenebre primigenie ma con il trionfo del Bene che renderà impotente il Male.

I Manichei non seguivano rituali particolari ma ricorrevano alle frequenti confessioni dei peccati.

Erano organizzati con un clero dedito alla ascesi, alla vita monastica e alle peregrinazioni evangelizzanti, rispettosi del digiuno (almeno

diurno) e dell'astinenza sessuale.

Per le anime cattive predicavano la dannazione eterna, per le anime particolarmente buone era previsto un “regno di luce”, per i più (portatori di Bene e Male insieme) si profilava una reincarnazione (anche animale) provvisoria.

Perseguitati già agli albori (dagli Imperatori romani) poi in pieno sviluppo (dagli Imperatori cinesi) infine da Cristiani e Musulmani fino al totale annientamento.

Il pensierro manicheo sopravvisse nella parte assorbita dalla religione mitraica e nelle dicotomie Bene e Male,Yin e Yang,presenti anche nelle filosofie moderne.


 

        MANI 

 

 

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