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GREGORIO MAGNO (540-604)


Thomas Mann ne fece (1951)il protagonista e l’ispiratore del romanzo “L’eletto”.

La storia racconta che Gregorio nacque dal rapporto incestuoso di due nobili e che fu affidato in una cesta alle acque del mare. Adottato da un Convento intraprese successivamente la carriera di cavaliere. Sposò una regina ignorando che fosse la propria madre. La scoperta del doppio incesto lo portò a profondi turbamenti.

Donò alla Chiesa i suoi possedimenti romani per farne Monasteri, divenne monaco e si avviò allo studio dei testi sacri.

Nel 590, all’età di cinquant’anni, fu eletto Papa.

Forse creò, forse diffuse, il canto liturgico che da lui prese nome di gregoriano. È un canto melodico di derivazione del canto romano antico, tutt’oggi adottato dalla Chiesa Cattolica Romana, che esclude la strumentazione per esaltare il recitativo della preghiera e delle formule cerimoniali.

Chiese l’intercessione della Madonna per liberare Roma dalla peste portando folle di fedeli in processione, così  provocando la peggiore diffusione del contagio. In seguito si disse che l’Arcangelo Michele apparve sulla Tomba di Adriano ad annunciare la scomparsa del morbo. Per questo fu innalzata la attuale statua alla sua sommità e il Mausoleo (già scaduto a fortilizio) da allora prese nome di Castel Sant’Angelo.

Papa Gregorio rinnovò la Chiesa, la liturgia e l’organizzazione sociale. Convertì la Britannia al Cristianesimo. Intrattenne intensi e proficui rapporti diplomatici con l’imperatore Maurizio e i regni vicini, in tal modo instaurando il potere temporale della Chiesa, senza però trascurare quello spirituale. Col tempo, Gregorio assunse l’appellativo di Magno e fu anche detto l’Attila della letteratura perché intese cancellare la cultura pagana romana e distrusse monumenti e sculture romane e mandò al rogo l’intera Biblioteca Palatina.