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STALIN (1879 -1953)


Josef Dissarionovic, detto Stalin (“uomo d'acciaio”), da giovane era stato rivoluzionario anti zarista più volte imprigionato e deportato in Siberia; a conclusione della Rivoluzione (1917) partecipò con Lenin alla costruzione del primo Stato Socialista del Mondo, l'Unione Sovietica.

Teorico della ”violenza rivoluzionaria crescente”, in disaccordo con Trotzcky e Lenin.

Segretario del Partito Comunista dell’ URSS (1924-1953) portò il suo paese, prima prevalentemente  agricolo, all'ammodernamento industriale con lungimiranti e scientifici piani economici quinquennali.

A capo dell'Armata Rossa fermò i Tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale  e debellò il Nazismo.

Rafforzò la ricerca scientifica e gli armamenti facendo divenire l’URSS  una delle due superpotenze mondiali.

Ai suoi funerali sfilarono un milione di persone. Le sue spoglie furono sistemate nel grande Mausoleo sulla Piazza Rossa a Mosca, accanto a Lenin nel Mausoleo che divenne di Lenin e Stalin.

La calca degli affranti visitatori orfani del Grande Padre provocò 500 vittime.

La sua venerazione durò solo tre anni. Nel 20º Congresso del PCUS (1956) il nuovo  segretario Kruscev avviò il processo di destalinizzazione accusando il predecessore di gravi responsabilità.

Secondo documenti incompleti e incerti, gli storici hanno dichiarato Stalin diretto o indiretto responsabile della morte di 15-60 milioni di persone, per carestie, genocidi, omicidi ed epurazioni di dissidenti.

Tra i primi provvedimenti le sue spoglie vennero estromesse dal Mausoleo e spostate in una modesta tumulazione, con busto, sotto le mura del Cremlino (ex Castello degli Zar), si direbbe quasi fatto uscire in sordina dalla porta di servizio se non si fosse ancora nella centralissima piazza storica di Mosca.

Tomba di Stalin


 

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