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MEMORIA


La memoria è la funzione che consente la conservazione delle informazioni ed il loro richiamo. La solidità e la durata della memoria oltre che essere soggettivamente diversa nelle singole persone e nel tempo, dipende anche dalla diversa incidenza psichica e motivazionale.

Gli elementi mnemonici non sono conservati statici e frammentati ma dinamici ed interconnessi. La conservazione o la perdita della memoria è attivata anche da dinamiche psichiche che mirano ad arricchimenti o ad autodifese. I residui di dati mnemonici rimossi possono trasferirsi nell’inconscio.

Al momento della acquisizione dei dati il cervello opera una doppia azione di elaborazione e di filtro dei dati per scomporli nelle loro componenti elementari ed inviarne in archivio di memoria i singoli dati disaggregati o raccolti in gruppi e sottogruppi.

All’atto dell’immagazzinamento dei dati la memoria attua una catalogazione utile alla coordinazione dei dati, al loro confronto ed alla più agevole reperibilità.

All’occorrenza la fase di reperibilità è attuata con un processo simile a quello attivato al momento della prima acquisizione dei dati e consiste nell’introdurre una informazione analoga a quelle che si stanno vivendo o pensando, stimolando in tal modo le informazioni correlate da cui attingere i dati assonanti che si intendono citare nella riflessione o nella conversazione.

Salvo i casi di forte impatto emotivo o esistenziale che possono incidere sulla memoria lasciando traccia indelebile o duratura, i ricordi sono influenzati da ansie passioni interessi e stanchezza che daranno loro diversa consistenza temporale. Talvolta i ricordi sono distorti in falsi ricordi alterati da suggestioni o condizionamenti sociali o da debole autocritica.

Di norma la memoria a breve e la memoria a lungo termine non discendono necessariamente da distinti modelli comportamentali iniziali. È più probabile che i ricordi partano con unico criterio di ritenzione; saranno successivamente il caso o la necessità a richiamare i dati, importanti o secondari non importa, e rinfrescarne la memoria e quindi prolungarne la memoria.

La funzione della memoria impegna attività sia fisiche sia chimiche sia elettriche sia magnetiche sia immateriali, tanto complesse e sfuggenti che al pari dell’attività del cervello, ampia e onnicomprensiva, è stata proposta come sede dell’anima.

L’anima come principio di vita pulsante è stata a lungo fatta coincidere con il cuore, poi l’anima intesa come principio di vita pensante ha rinviato al cervello l’ipotesi di collocazione e coincidenza. Del cervello la memoria costituisce il principale strumento necessario alla formazione delle idee e delle relazioni con il mondo e necessario al confronto critico delle informazioni; strumento infine indispensabile per costruire comportamenti personali di precisa identificazione individualistica.

I vari tipi di memoria o dei suoi campi di applicazione, quella rievocativa, riconoscitiva, semantica, episodica, procedurale, di breve e lungo termine, sono tutti presenti nell’uomo e sono solo parzialmente posseduti dagli altri animali; su questa base connotativa si potrebbe pensare ai vari tipi o livelli di anima presenti nei vari animali.

All’interno di ciascuna tipologia di memoria l’uomo ha raggiunto caso per caso livelli inferiori o superiori rispetto a quelli corrispondenti negli altri animali. Di sicuro l’uomo ha sviluppato  più degli altri animali la memoria astratta e quella linguistica contro una relativa minore specializzazione motoria o sensoriale.

La debole memoria dei neonati è vista in linea con la maggiore purezza della loro anima.


 

 

 

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