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INCONSCIO e SUBCONSCIO


Il subconscio indica genericamente nel linguaggio comune ciò che opera fuori della coscienza ad un livello inferiore di consapevolezza.           

Prima della nascita della psicoanalisi Nietzsche aveva indicato nei codici morali una forza inconscia inibitrice delle pulsioni e degli istinti naturali dell’uomo. In una massima esemplificata Freud affermò che l’inconscio non conosce la morale.

Inconscio è l’insieme delle informazioni psichiche ignote alla coscienza, quindi non controllabili con la ragione. Alimentano l’inconscio i ricordi rimossi, le pulsioni represse, i sogni, i contenuti simbolici non espliciti, le sensazioni vissute distrattamente in maniera incompleta, e si manifestano con i sogni, i lapsus, le amnesie momentanee, le azioni involontarie. L’inconscio ingloba tutte le informazioni che siano state recepite senza il filtro del pensiero cosciente.

L’inconscio comunica con parole e gesti involontari alcune verità inconsapevoli: non è un linguaggio dell'anima, forse è solo una sua ancella.

L’Es è il dominio che controlla i comportamenti dell’Io, contiene gli istinti e le pulsioni attinte dall’inconscio mentre il Super-Io formato dalle sintesi dei comandamenti morali e sociali attinge dal conscio e dall’inconscio.

Secondo Jung oltre che ad essere guidata da un inconscio individuale ogni persona è anche portatrice di un inconscio collettivo dato dalla sintesi psichica dei contenuti culturali preesistenti in ciascuna epoca storica. Siffatta mutabilità temporale dell'inconscio collettivo fa escludere che esso venga da un anima cosmica precostituita

Nella formazione dell’inconscio del bambino agiscono in modo diretto e coerente gli insegnamenti e le prime esperienze vissute ed agiscono in modo traverso imprevedibile i malintesi degli insegnamenti causati dal contrasto tra significante e significato, ossia tra ciò che si intendeva dire e ciò che è stato capito, ed agiscono i messaggi involontariamente inviati da linguaggi inappropriati che contengono significati subliminali.

Una teoria meccanicistica vuole che al cervello, e più esattamente alla memoria, giungano informazioni dall’esterno ‘tradotte’ dai sensi e giungano informazioni dall’interno ‘prodotte’ dal pensiero. L’accumularsi dei dati va a sistemarsi ordinatamente nell’archivio della memoria tranne quando i dati non sono sufficientemente decodificati. Questo accade se i dati sono vaghi o incompleti o sovrapposti e confusi. In tal caso i dati restano sulla soglia della memoria e della coscienza o restano vaganti all’interno dell’archivio del deposito e catalogazione. Il loro vagare stimola debolmente i canali e le celle mnemoniche di competenza, suddivise e interconnesse per assonanze e criteri vari. La loro latenza costituisce il subconscio; è debolmente attiva durante la veglia; diviene pienamente attiva e dominante durante il sonno e alimenta i sogni.

Il subconscio non si comporta come guida di correzione degli impropri travisamenti della conoscenza ma come raccoglitore delle incongruenze, còmpito estraneo alla nobiltà dell'anima.

Dette informazioni indefinite, poco o male immagazzinate, sono tali anche in caso di sovrabbondanza di dati; gli eccessi non assorbiti vagheranno in attesa di sistemazione. Entrambi i dati, gli insufficienti e gli eccedenti, potranno passare alla coscienza o alla rimozione attraverso l’elaborazione attiva diurna o passiva notturna.


 


 

 

 

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