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SONNO


Il sonno è lo stato di riposo necessario all’organismo per il recupero delle energie e per il riordino mentale. Dopo determinati tempi di veglia l’organismo si abbandona alla sospensione, fino quasi al totale annullamento, della coscienza e delle attività muscolari coscienti, interrompendo o indebolendo le funzioni di interazione con l’esterno. Durante il sonno le funzioni cerebrali restano attive ed acuite; il corpo vive solo con se stesso e per se stesso.

La mancata percezione di molti stimoli provenienti dall’esterno e la dispensa ad interagire con l’esterno, durante il sonno, permettono alla memoria di riordinare i contenuti soprattutto quelli che nella veglia non erano risultati sufficientemente chiari e decifrati ed erano restati vaganti con azioni di disturbo per sovrapposizione nei possibili campi di pertinenza della memoria.

Nel sonno si distinguono comunemente alternate le cosiddette fasi REM (o R.M.O., Rapidi Movimenti degli Occhi) e non-REM; nella prima si manifestano più certamente i sogni.

Stranamente il neonato dorme più ore quotidiane di quante ne vegli, pur avendo minore stanchezza da smaltire e pur essendo meno sollecitato psichicamente. Forse il suo primo impatto con il mondo lo affatica più di quanto appaia. Forse la tendenza alla conservazione dello stato di quiete degli organismi è stata rafforzata nella passività del lungo periodo di gestazione.

Viceversa sorprende che l’anziano dorma meno e con sonno più leggero. Si deve ipotizzare che in lui sia sorta una maggiore ansia di vita che lo sprona ad una maggiore vigilanza e che l’assetto della sua memoria sia meglio organizzata e consolidata, tanto da essere meno esposta alla necessità di decifrazione, catalogazione e immagazzinamento dei dati. Alla diversa, più alleviata, condizione psichica dell’anziano si aggiunge la minore fatica fisica affrontata nella sua giornata. I due elementi portano al più rapido recupero delle energie, al risveglio precoce, alla leggerezza del sonno e alla  frequente transizione dal sonno alla veglia.

Le due opposte manifestazioni del sonno, quella fisica quasi del tutto passiva, priva di rapporti diretti con l’esterno, e quella cerebrale molto attiva, confermano che il sonno è UNA FASE DELLA vita NON UNA FASE SENZA vita. In tal senso anche il sonno è indagato per i suoi rapporti con l’anima. Questa sarebbe espressa più probabilmente dalla componente più immateriale del sonno che è il sogno, angelo e diavolo personale dell’individuo.

 

Il sogno, parte viva del sonno, è esaminato nella successiva voce sua propria. (SOGNI)

 

È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali. (Torquato Tasso)

Il sonno è il fratello gemello della morte. (Omero)

Il sonno è immagine della morte. (Marco Tullio Cicerone)

Il sonno accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio. (Miguel de Cervantes)

Chi dorme nel lato manco ha il cuore franco, chi dorme nel lato dritto ha il cuore afflitto.

Il giovane dormendo guarisce, il vecchio si finisce.                       

Il sonno mena sonno.

Come non c’è veglia senza pensieri così non c’è sonno senza sogni.(MM)

Ci sono settantenni che dormono e sognano nove ore per notte, ininterrotte.(MM)