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CREAZIONE DIVINA?


 

Se ci scappa di mano un gruppo di matite o gessetti o caramelle vediamo gli oggetti sparsi per terra e non esitiamo a dire che il loro disordine è dovuto al caso e capiamo anche come è accaduto.

Se un tremore scrolla uno scaffale di scatole o giocattoli o vasetti, li vediamo disseminati sul pavimento e non esitiamo a dire che c’è disordine ed è dovuto al caso.

Se il vento rovescia la spazzatura e le cataste di legno nel cortile non esitiamo a riconoscere che il caso ha prodotto un disordine.

Se guardiamo montagne di macerie di una casa terremotata, con pietre e mattoni e mobili ed elettrodomestici, non esitiamo a riconoscere che il caso ha prodotto quel disordine.·Pignoli studiosi di Fisica potrebbero dimostrare che il Caso citato non è un caso ma l’effetto di leggi meccaniche: difatti gli oggetti che cadendo si sparpagliano seguono precise regole rapportate alla posizione iniziale, al tipo d’urto subito ed agli ostacoli frapposti.

Se guardiamo uno spiazzo che si allaga notiamo che l’acqua scorre da qualche parte, si impantana da qualche altra, un po’ viene assorbita dal terreno e un po’ forma pozzanghere e queste tutte mostrano una superficie superiore piana e orizzontale. Capiamo, o ci spiegano, che esiste una attrazione dell’acqua verso il basso che porta a un risultato insieme di ordine e disordine, di caso e di regole.

Se guardiamo nel cofano di un’auto­mobile i congegni, i fili elettrici, piccole e grandi vaschette, motori e motorini, apparentemente in disordine, capiamo che non è stato il caso ma la volontà di un ingegnere a produrre quel progetto di parti interconnesse e funzionali ad uno scopo unitario; ce lo conferma l’esperienza che ci mostra altre automobili e altri ingegneri capaci di quell’opera.

Se guardiamo un palazzo con belle finestre e balconi cadenzati e mura­ture e tetti armonizzati, capiamo che non è stato il caso ma il progetto d’un architetto a prevedere e costruire l’insieme utile alla abitazione; ce lo conferma l’esperienza d’altri palazzi che vediamo innalzare e d’altri architetti esperti in quel settore.

Se guardiamo una città con gli edifici allineati e strade e piazze proporzionate, e lampioni e panchine confortevoli, non pensiamo al caso ma alla volontà di urbanisti e tecnici e arredatori; ce lo conferma l’esperienza d’altre città che vediamo sorgere o rinnovarsi con altri urbanisti e tecnici e arredatori specialisti in quel campo.

Quando guardiamo la bellezza della struttura d’un albero o la perfezione dello scenario del mare, dei monti, delle campagne, del cielo, delle nuvole, del sole, possiamo credere che sia frutto del caso o effetto d’un progetto? E di chi? Non ci soccorre l’esperienza perché non vediamo sorgere altri scenari consimili per armonia e dimensione.

Per qualcuno la costruzione del Mondo non è opera d’un comune progettista ma della volontà di un essere superiore molto più bravo e potente degli uomini, chiamato Dio. Non ne abbiamo prove concrete ma il ragionamento fila.

Qualcuno obbietta che non è necessario inventare Esseri superiori o Volontà superiori o Poteri superiori e che basti pensare che l’uomo è ‘inferiore’ cioè più piccolo di come crediamo, come nella storiella del pidocchio.(Vedere Capitolo IMMENSITÀ)

 


 

 

 

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