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ASTRONOMIA


Con poche e brevi osservazioni giornaliere si scoprono i basilari caratteri degli astri, con osservazioni ripetute nel tempo si giunge ad informazioni più sottili che per le nostre latitudini (emisfero settentrionale o boreale) si sintetizzano nel quadro seguente.

Il Sole. Tutte le mattine sorge verso Est, s’innalza a Sud e tramonta verso Ovest, percorrendo un arco di circonferenza detto eclittica. Nel corso di un anno l’arco dell’eclittica subisce regolari variazioni, di agevole lettura, per poi riprendere sempre allo stesso modo. Il 21 marzo e il 21 settembre (rispettivamente detti ‘equinozio primaverile ed equinozio invernale’) si hanno esattamente 12 ore di giorno (luce) e 12 ore di notte (buio). A partire dal 21 dicembre (detto ‘solstizio invernale’) il punto in cui sorge all’orizzonte si sposta giorno per giorno sempre più verso Nord e anticipa la levata di qualche minuto, il suo culmine a Sud è sempre più alto ed al tramonto si sposta via via di più all’orizzonte verso Nord ritardando il suo calare di qualche minuto e allungando la durata del giorno. A partire dal 21 giugno (‘solstizio estivo’), con gli stessi ritmi ritarda la levata e anticipa il tramonto, accorciando sempre più la durata del giorno, e via via riduce l’altezza al suo culmine a Mezzogiorno.

Tali fenomeni sono perfettamente regolari e ripetitivi, tanto che se solo li osservassimo e memorizzassimo per un anno, saremmo in grado di prevedere con esattezza i comportamenti solari degli anni successivi.

È oggettivamente riscontrato che il Sole è fonte di luce e di calore indispensabile alla vita delle piante e degli animali, che  concorre alla formazione del clima e che influenza la salute fisica e psichica dell’uomo.

La Luna. Se non ci sono nuvole od altri ostacoli visivi si nota che il nostro satellite (creduto a lungo un pianeta) è l’astro apparentemente più grande e luminoso del cielo notturno, si muove con un percorso simile a quello del Sole: lungo l’eclittica o a cavallo dell’eclittica, con anticipi e ritardi, con ciclo non annuale ma mensile e con proprie ‘fasi’(di parziale o totale o nessun riflesso della luce solare).

Si è presto notata la sicura influenza della Luna sulle maree e sulla vegetazione e la sua incidenza pratica e psichica sull’uomo.

Le Stelle. La spruzzata di puntini luminosi che ravvivano le notti serene mostra le migliaia di stelle con percettibili differenze di colore e di luminosità scintillante. Erano chiamate ‘stelle fisse’ perché conservano le loro relative distanze. Contrariamente all’impressione del momento, il complesso della loro posizione appare in continua rotazione intorno ad un punto prossimo ad una stella, perciò detta polare.

La naturale tendenza dell’occhio umano a creare legami visivi tra puntini sparsi, immaginando astratte linee di congiunzione tra punti vicini, ha portato alla definizione di immagini ottenute dal raggruppamento di  punti e linee. Tutto il cielo stellato è stato visto come composto da 88 gruppi, detti costellazioni, ognuno rappresentante una figura, di derivazione mitologica, di un animale o persona o oggetto. Tutte diverse per ampiezza e per numero di stelle, le costellazioni sempre visibili (prossime alla stella polare) sono dette circumpolari, le 12 (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci) attraversate dalla eclittica sono dette zodiacali.

I Pianeti. Tra tutte le ‘stelle’ visibili ad ogni nudo, solo 5 fanno eccezione per caratteri loro propri: erano chiamate ‘stelle erranti’ perché cambiano la loro posizione relativamente  alle altre stelle. Si tratta dei 5 pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno. Si riconoscono facilmente perché non irradiano luce intermittente ma luce continua, si muovono lungo la linea dell’eclittica, descrivono archi di diversa ampiezza e durata, variano ciclicamente le distanze tra loro e si distinguono per colore e luminosità. 

 

  


 
 

 

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