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L'IMMENSITA'


L’Immensità, l’Amore e la Bellezza dell’Universo, sono le tre principali ragioni che motivano la convinzione dell’esi­stenza di un Creatore del Mondo.

L’Immensità dell’Universo, con la sua varietà di forme di vita, va oltre ogni ordine di grandezza umana, va perfino oltre ogni immaginazione; la sua immensità sfiora o raggiunge l’infinito, non sappiamo.

Come non bastasse, la grandiosità si estende non solo verso l’incommen­surabilmente grande ma anche verso l’incom­men­surabilmente piccolo: vale a dire che anche il più microscopico corpuscolo si compone a sua volta d’un altro micromondo non sappiamo se con un limite o senza limite.

Di fronte a questa immensità ci perdiamo: non siamo in grado di stabilire in quale suo segmentino collocare il piccolo mondo che conosciamo o anche solo sospettiamo.

C’è spazio per ogni ipotesi speculativa, teologica e scientifica.

 

Nella capigliatura molto folta d’un leone viveva un pidocchio nano che per quanto saltasse e corresse non riusciva mai a raggiungere il limite di quella criniera.

Quando s’approssimava al suo confine veniva accecato dalle luci esterne e la sua vista, abituata al buio dei peli fitti come una foresta, gli faceva percepire il nulla dell’esterno e lo ricacciava all’interno.

Dopo una vita di faticose escursioni il pidocchio era pervenuto alla convinzione che il Mondo intero consistesse in quella sconfinata selva di capelli, con luci e ombre e terremoti e perfino altri pidocchi suoi simili con i quali intrattenersi e amare e soffrire e riprodursi. Solo quando percepiva un movimento dell’intera testa che sorreggeva quella criniera, sospettava che ci fosse una volontà superiore che orientava il suo destino. Nessuno poteva dirgli che quel leone non sapeva neppure dell’esistenza d’un pidocchio nano.

Gli autori della storiella sostengono che il leone dotato di quella folta capigliatura pur sostenendolo e nutrendolo, almeno non volontariamente, non aveva creato il pidocchio. Per questo il leone non aveva diritto a particolare gratitudine o venerazione ma meritava attenzione: era bene che il pidocchio non irritasse la cute del leone perché questi grattandosi non schiacciasse il pidocchio.

Tra gli autori della medesima storiella qualcuno avverte che la capigliatura non rappresenta né l’essere superiore, il leone per il pidocchio, né l’Essere Superiore, Dio per gli uomini, ma la Natura che ha formato la vita, la coordina, la armonizza e pretende rispetto affinché non si scompongano gli equilibri.

Secondo altri, gli uomini sono molto più che pidocchi e Dio è molto più che un leone.

Non ci sono prove che sia così. Non ci sono prove che non sia così.

Per alcuni il Mondo viene dal Caso e per altri viene da Dio.

Forse il caso offre le scelte evolutive o involutive che l’individuo affronta in due modi distinti a seconda che appartenga al mondo inanimato, dei minerali e delle piante, o al mondo animato, degli animali e degli uomini. Nel primo caso le scelte sono subite passivamente, nel secondo caso sono operate attivamente cioè in rapporto alla compatibilità con la propria indole, che va oltre l’istinto e prefigura alternative evolutive. Le scelte sono tanto attive che quell’indivi­duo non aspetta che sia il caso ad offrirgliele ma, entro i suoi limiti, se le procura. (vedere scheda SELEZIONE ATTIVA)

C’è stato un giorno in cui l’uomo ha smesso di servirsi della natura così com’era ed ha iniziato ad alterarne profondamente gli equilibri.

Di questo passo un giorno potrà incidere sul destino del Mondo od almeno della Terra. Eventuali scompensi del pianeta si rifletterebbero sul sistema solare; non sappiamo con quali altri possibili reazioni a catena nell’Universo.

Questa potenza planetaria dell’Uomo non basterebbe ancora a paragonarlo a Dio. Potrebbe ancora trattarsi di un Uomo-pidocchio che scompiglia la criniera d’un Leone-galassia!


 
 

 

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