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L'AMORE


L’Amore è innegabilmente il primo motore nella vita degli animali e degli uomini; è però inesistente nel regno minerale e vegetale.

Aria, montagne e piante non vivono d’amore né sociale né familiare, tutt’al più ispirano o assecondano l’amore degli animali e degli uomini. Esse forse fanno parte d’un disegno generale che le finalizza solo alla miglior esistenza degli animali e degli uomini?

Il sentimento dell’amore abbraccia uno sconfinato campo affettivo rivolto sia alla sfera dei rapporti interpersonali tra amici e parenti sia a quella dei rapporti sociali o culturali o religiosi.

Un’ampia gamma di sfumature colora l’intensità e l’oggetto del sentimento. Questo oscilla tra partecipazione compatibilità condivisione comprensione simpatia benevolenza carità misericordia compassione tenerezza affetto altruismo attrazione passione struggimento e può giungere alla abnegazione o al sacrificio e può condurre all’appagamento o alla serenità o alla felicità ma può anche sconfinare nel tormento nell’annichilimento nella morbosità nel dolore. Può essere vissuto come impegno conscio od inconscio, temporaneo o duraturo, preponderante o marginale, stimolante o debilitante. Escludendo l’amore materno e filiale comuni almeno agli animali superiori, tali campi d’azione e scale di intensità sono esclusivi del genere umano.

Il più frequente è l’amore per le persone ma si può amare un animale o un oggetto o un astratto come un’idea culturale o politica o filosofica o religiosa.

Un presupposto dell’amore è che si desideri una cosa o una persona pur senza chiedere o attendersi o pretendere contropartite. Altro carattere dell’amore è dato dal desiderio di favorire la felicità o la riuscita della persona o dell’oggetto del sentimento.

Diverso e superiore grado d’amore è fornito dall’appagamento ottenuto dalla corrispondenza di un analogo sentimento da parte dei simili o della persona o animale amato o dalla affermazione di un principio invocato.

Buona parte delle conquiste sociali dell’uomo si devono all’amore e altra buona parte delle involuzioni sociali si devono all’odio, il suo contrario, nelle vesti di rancori malintesi gelosie invidie maldisposizioni incomprensioni egoismo. Empedocle vedeva la dicotomia amore-odio come fattori cosmologici primari.

Molte religioni primitive fanno discendere l’amore dalla Natura. Per l’Induismo l’amore è dato dalla divinità. L’Ebraismo nel Levitico come poi il Cristianesimo nel Vangelo di Marco, dicono: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Il Buddismo definisce come amore vero solo quello che produce felicità ad altri senza tornaconto. Il Corano insegna “Chi non ama non riceve amore”.

Per Platone l’amore è “un frammento dell’Anima del Mondo sceso nell’umano”. Schopenhauer spiega l’amore come unico antidoto al dolore della vita. Hegel auspicava uno Stato governato dall’amore, senza leggi.

Per la Scienza i due tipi d’amore più diffusi, per se stesso e per il sesso, sono i più potenti in quanto connaturati con l’uomo: vengono da istinti di sopravvivenza per l’individuo e per la specie. Tutti gli altri discendono dalle sensibilità personali e dalle acquisizioni culturali. Anche i primi due però pur istintivi smettono di essere materiali e circoscritti alle persone coinvolte, secondo sensibilità e cultura individuale, e possono arricchirsi di contenuti psichici ed assurgere a dimensione sociale. Tanto l’amore per sé quanto l’amore sessuale possono tradursi in comportamenti di maggiore comprensione per le problematiche di altri individui o gruppi o dell’intera umanità. L’appagamento delle due pulsioni di base rende gli esseri umani svincolati dalle passioni e più disponibili e più attenti alle necessità altrui. Alcune Religioni, viceversa, dai propri apostoli pretendono la rinuncia al bene personale, fino alla castità, perché possano dedicarsi totalmente al prossimo.

Pur essendo per natura sessualmente poligami, gli esseri umani sono monogami sul piano emotivo e sentimentale. La monogamia consente una disponibilità materiale e mentale maggiore o totale, a chi lo desideri, preclusa alla poligamia. La relazione monogama si estende spontaneamente al godimento di altre qualità del partner quando queste esistono e sono compatibili ed apprezzate. L’amore tra due persone può portare alla sintesi affettiva emotiva economica culturale e spirituale delle due persone.

L’amore materno è istintivo, non necessariamente dato dal divino ma coltivato spontaneamente, magari è esteso ad altri esseri per indicazione divina. Si può sottilizzare che l’amore di una madre per il proprio figlio non sia sentimento rivolto ad altri ma a se stessa, visto che per la madre il figlio è proiezione di se stessa, continuazione ed estensione di se stessa, è se stessa.

L’amore può trovarsi nell’incontro di due egoismi reciprocamente soddisfatti. Questo potrà essere meno lodato ma risulta certamente più efficace. Il suo limite è dato dalla temporaneità della reciprocità salvo che l’un tipo d’amore iniziale, materno o sessuale o materiale o culturale o spirituale, si tramuti in altro appagamento che potrà non richiedere compensazioni parallele.


 

 

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