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SELEZIONE ATTIVA


 

LA SELEZIONE NATURALE DARWINIANA HA SPIEGATO IL GRANDE PROCESSO EVOLUTIVO, NON DEL TUTTO.

VA AGGIUNTO CHE GLI ORGANISMI DOTATI DI ANIMA ASSECONDANO E PROVOCANO LE TRASFORMAZIONI.  

È noto che si evolvono anche gli organismi privi di anima, come le piante, e che questi subiscono solo miglioramenti casuali. È meno noto che essi hanno evoluzioni relativamente più lente e meno frequenti degli organismi animali.

La presenza dell’anima costituisce un radar di individuazione e captazione delle occasioni utili ai miglioramenti esistenziali.

L’anima è qui concepita come concerto di sensibilità (v. scheda ANIMA ESTESA    ).

Il suo estendersi completo all’intero organismo animale, ai suoi organi, tessuti, ghiandole, muscoli, sangue, funzioni psichiche, ne fa una supercentralina di estrema sensibilità e duttilità che, si sa, adegua l’organismo alle circostanze esterne e del momento con risposte istantanee ma, si sa meno, dispone o PREDISPONE l’organismo ad accettare o respingere le sollecitazioni interne ed esterne utili alla acquisizione di elementi favorevoli allo sviluppo migliorativo dell’individuo e, alla lunga, della specie.

PREDISPORRE l’organismo significa PREVENIRE non le sollecitazioni esterne subite passivamente e casualmente, significa attivare un sistema di RICERCA e di cernita, tra gli stimoli, di quelli DESIDERATI  dall’organismo.

Sono stimoli DESIDERATI quelli graditi

 - per necessità funzionale DEL MOMENTO di tipo materiale, come i cibi gustosi, o di tipo psichico, come le compagnie compatibili per il gioco e per altri intrattenimenti;

 - per necessità  funzionale DEL FUTURO, o a lungo termine, come la maggiore capacità di superare sistematicamente, non solo occasionalmente, le insidie ambientali.

Il meccanismo pratico di attuazione resta quello del ‘fight or flight’ o fuga/attacco, consistente nell’accettare, o respingere, le sollecitazioni in linea, o non, con l’appagamento delle pulsioni.

L’appagamento passivo è quello tipico dei vegetali che bevono o prendono il Sole solo quando l’acqua e il Sole vanno loro addosso (e si limitano ad ottimizzare la disposizione di rami e foglie per la migliore captazione dei raggi solari), l’appagamento attivo è quello degli animali che vanno a cercarsi l’acqua e il Sole ed altro, anche lontano.

ALLE MUTAZIONI GENETICHE CASUALI SI AFFIANCANO QUELLE VOLUTE DALL’INDIVIDUO.

Tale attivismo di ricerca migliorativa non fa capo a volontà astratte od esterne bensì ai pungoli prodotti dalla coscienza che attraverso le componenti psichiche si traducono in impulsi chimici, elettrici e meccanici, sufficienti a rendere ricettivo l’organismo verso l’una e non l’altra stimolazione.

Qui si afferma che le mutazioni genetiche non si ottengono solo per il consolidarsi storico e casuale dei comportamenti reiterati nelle generazioni, si ottengono anche perché gli stimoli materiali e psichici, propri degli organismi animali superiori, alimentano le acquisizioni che assecondano l’evoluzione.

Tra gli esempi più lampanti della Selezione Naturale si cita il caso delle giraffe che si sono evolute perché privilegiate dall’abnorme lunghezza del collo che ha consentito di nutrirsi ai rami più alti impediti ad altri animali. Aggiungiamo che per risolvere il problema  altri erbivori hanno imparato ad arrampicarsi sugli alberi. Ci si domanda: perché i consimili altri erbivori non hanno fatto altrettanto? Evidentemente ciascun gruppo aveva distinte predisposizioni somatiche  e psichiche, compatibili con l’una o l’altra o nessuna evoluzione.

La giraffa, prima di essere giraffa, per molte generazioni aveva proteso il collo quotidianamente, fin dove arrivava, certamente ‘sforzandosi’ di superarsi in altezza o in lunghezza. Tale pratica le stimolava gli ormoni della crescita di arti e collo.

La stimolazione era spontaneamente di tipo meccanico e psichico: 

la pro-giraffa DESIDERAVA l’allungamento del collo e delle zampe,

altri animali DESIDERAVANO lo sviluppo dell’agilità sufficiente ad arrampicarsi sugli alberi,

altri ancora DESIDERAVANO sviluppare organi e tecniche alternative.

Tutti sempre in linea con le proprie caratteristiche meccaniche e psichiche del momento.

Il progenitore dell’elefante primitivo non disponendo della proboscide si affaticava ad annusare a distanza gli erbaggi commestibili e disperdeva energie per chinarsi a raccoglierne e impiegava tempi lenti a favore della concorrenza. Una qualche sollecitazione psichica spinse quel progenitore a desiderare l’avvicinamento del naso al terreno che era ottenibile o piegando le zampe anteriori (l’accorciamento delle zampe avrebbe comportato una perdita nella corsa) o allungando il collo o allungando il naso. Dal momento che questo annusando e rovistando agiva già da dito o appendice separatrice ed avvicinatrice, ne veniva stuzzicata anche la funzione prensile, stimolata da bisogni psichici.

IL DESIDERIO STIMOLA LA PRODUZIONE DI ORMONI NOTI ED IGNOTI CHE FUNGONO DA ATTIVATORI CATALIZZATORI E NEUROTRASMETTITORI DI SPECIALIZZAZIONI, DI ACCRESCIMENTI E DI ATROFIZZAZIONI.  

Tra le manifestazioni dell'anima svolgono un ruolo principale la VOLONTA', il DESIDERIO, il SENSO DEL BISOGNO, che generano gli STIMOLI ATTIVI concorrenti a sviluppare organi e funzioni utili a migliorare il rendimento relativo alla specifica circostanza. 

Nell’uomo, come un po’ in tutti gli animali a sangue caldo, una improvvisa situazione di pericolo produce adrenalina che all’istante attiva e rafforza le capacità di attacco e di difesa dell’individuo: accade che lo stato psichico della paura ha generato sostanze chimiche e queste hanno attivato le immediate più efficaci risposte meccaniche.

Per gli animali costituiscono stati di pericoli imminenti quelli legati alla sopravvivenza del momento, come al cospetto di predatori o di accidenti che attentino alla loro incolumità, e quelli legati alla sopravvivenza indiretta, come la minaccia ai propri cuccioli o la improvvisa sottrazione di alimenti in regime di scarsità di riserve.

 La biologia ha verificato che alcuni enzimi, come le trascrittasi inverse, sono in grado di sintetizzare il DNA, ossia l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche.

Poiché gli animali avvertono gli stati di pericoli imminenti non solo quando questi sussistono davvero ma anche a seguito di falsi allarmi o di malintese informazioni, accade che i meccanismi delle reazioni si attivino molto più di frequente di quanto richiesto dalle necessità oggettive. Ne consegue una continuità di sollecitazioni proprie ed improprie che, tenendo vive le capacità reattive, adatta l’organismo alle evenienze prima ancora che queste si manifestino.

È risaputo che anche  gli animali posseggono una psiche. Rispetto a quella umana è considerata grossolana o embrionale, forse è invece solo diversamente evoluta perché è sensibilizzata verso altre applicazioni, di tipo ambientale più che sociale.

È visibile che gli uccelli per informazione genetica hanno coscienza della ciclicità delle stagioni e sono in grado di prevenire gli eventi atmosferici sia nella programmazione delle migrazioni stagionali sia nello spiccare voli di circostanza. Sensibilità e memoria applicate alle necessità occasionali rivelano una presenza psichica.

Esiste un flebile confine tra le mutazioni trovate accidentalmente e quelle inseguite. Più spesso le une non iniziano dove si fermano le altre ma sono concomitanti. Le prime possono agire anche senza le altre (come nelle piante) mentre le seconde abbisognano sempre anche delle prime. 

Tutti gli esseri viventi mostrano capacità di adattamento agli ambienti più sfavorevoli, ma è più marcata negli organismi superiori ed è eccezionalmente sviluppata nell’uomo. Una chiave di lettura può essere data dal diverso grado di sviluppo della psiche.

Con le modalità dell’evoluzione sopra proposte cambiano le motivazioni e le occasioni e cambiano ancor più i tempi che hanno condotto all’evoluzione.

L’uomo ha avuto evoluzioni più profonde e rapide perché nell’uomo sono più sviluppate le componenti psichiche.

L’organismo cosciente conosce solo piccola parte delle proprie componenti.

Per quanto pratiche e concrete le stimolazioni sono inconsce, per questo non puntano solo alle funzionalità esteriori e macroscopiche ma identicamente alle funzionalità sconosciute minime e recondite come le ghiandole, il sangue, la pelle, ecc.

LA SELEZIONE ATTIVA HA ANTICIPATO LE OCCASIONI DI STIMOLO MODIFICATIVO PERCHÉ LE HA CERCATE E NE HA AFFRETTATO I TEMPI DI RADICAMENTO PERCHÉ LE HA ASSECONDATE.

Un riscontro del parallelo tra la relativa  maggiore lentezza evolutiva e l’assenza di psiche può essere data, oltre che dalle piante, dai coccodrilli. Pur dotati di sofisticati sistemi di metabolismo, di respirazione, di circolazione sanguigna, di difesa, di strategia di attacco individuale e di gruppo, questi sono  rettili restati sostanzialmente uguali a se stessi in 60 milioni di anni; non intrattenendo vita di coppia o affettiva non mostrano caratteri psichici sviluppati al di là della pazienza e della memoria.

Analogamente si nota che, tra gli animali, nella quasi totalità degli insetti è poco o nulla sviluppato il senso affettivo e quindi il senso psichico e di nuovo si rileva che essi sono stati meno esposti alle evoluzioni (attive).

Gli uccelli spesso hanno cura delle uova e provvedono al nutrimento dei piccoli finché non imparano a volare, formano stormi e stabiliscono rapporti di coppia. Se ne deduce una vita psichica di qualche rilevanza e si riscontra una variabilità tipologica abbastanza frequente.

È alquanto delicato distinguere le mutazioni ‘attive’ dalle ‘passive’.

Oltre allo stimolo provocato dalla lotta per la sopravvivenza, un ruolo primario nelle sollecitazioni alle evoluzioni è determinato dalle variazioni ambientali. Queste derivano dalle occasionalità climatiche e accidentali di breve e di lungo periodo.

Esiste infine una correlazione inversa tra l’ampiezza degli stimoli evolutivi e l’ampiezza degli habitat. Sono considerati habitat di grande estensione quelli che si sviluppano negli spazi sconfinati degli oceani e dei grandi deserti, all’interno dei quali si ripetono condizioni simili di flora e fauna e clima necessari alla sopravvivenza di ciascuna specie. Il concetto di grande o piccolo spazio va commisurato alla capacità di volo o deambulazione o nuoto delle singole specie. Alle grandi estensioni di superficie o volume abitabile corrisponde una maggiore uniformità ambientale e a questa corrisponde una maggiore uniformità delle specie ed una minore competizione tra le stesse.

Agli habitat caratterizzati da forti dissomiglianze in spazi ristretti, come nei territori montani o boschivi, corrisponde una maggiore diversificazione degli stimoli e delle evoluzioni.

Tra i mammiferi è ricorrente la grande attenzione dei genitori per i piccoli, manifestata dal senso di protezione, dall’accudimento, dalla nutrizione, dagli insegnamenti, dall’amore, che sono tutte esplicite espressioni di risposte psichiche. Tra i mammiferi è fortemente sviluppata l’evoluzione più frequente e più rapida.

                    La SELEZIONE ATTIVA ha ricevuto altro forte pungolo dall’amore.

                    Tra gli animali dotati di spirito sociale e di sentimento genitoriale, i piccoli ricevono protezione, nutrimento e insegnamenti che                                              assicurano  maggiori probabilità di sopravvivenza e rapidità delle acquisizioni di esperienze migliorative dell’evoluzione prima del singolo

                    poi della specie.

                    Come l’anima anche il sentimento dell’amore non risiede in uno specifico organo o apparato, né è rilevabile al microscopio.

 

                    Tanto l’anima tanto l’amore, intesi entrambi come spiriti vitali, attivano specifici ormoni che eccitano o inibiscono il funzionamento di vari

                    organi ed apparati che alla lunga indirizzano le risposte dell’organismo all’ambiente, divenendo via via più sensibili e selettive

                           .I Creazionisti possono giustamente continuare a credere che una Volontà divina abbia creato gli esseri primitivi dotandoli anche della

                    capacità di evolversi. Gli ambientalisti possono correttamente continuare a sostenere che la vita sia nata da occasionalità materiali e che

                    le stesse abbiano condotto alle evoluzioni.

 

LA TEORIA DELLA SELEZIONE ATTIVA SOPRA ESPOSTA È FRUTTO DI UNO STUDIO ORIGINALE DEL SITO www.anima-morte-eternità.com.

AL SITO NON COMPETE DIMOSTRARNE LA CORRETTEZZA SCIENTIFICA, PREME INVECE ENUNCIARLA PER LA SUA CREDIBILITÀ E SOTTOLINEARE UNA VOLTA DI PIÙ QUANTO SIA POTENTE LA PSICHE IN GENERALE, E QUELLA UMANA IN PARTICOLARE, E QUANTO SIA PRESENTE LA PSICHE COME SPIRITO E COME ANIMA TANTO NEL QUOTIDIANO QUANTO NEL LUNGO CORSO DELL’EVOLUZIONE.


          
EVOLUZIONE DEGLI UCCELLI IN 200 MILIONI DI ANNI.