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ANIMA – Socialità e Immortalità


Nessuna pianta accudisce la propria figliolanza. Nessun gruppo di piante si riunisce in branco né si coalizza contro una avversità. Nessuna trasmette ad altre consimili la benché minima indicazione esistenziale.

Il cervello e la psiche e l’anima hanno permesso agli animali, che sia pure in misure diverse ne siano tutti dotati, di sviluppare la comunicazione verbale e gestuale a favore dei rapporti sociali che arricchiscono l’individuo con informazioni assunte dagli altri componenti il gruppo, a vantaggio prima del singolo e poi della specie.

Il notevole minor numero di specie vegetali rispetto a quelle animali forse si spiega proprio con l’assenza di cervello e psiche e anima nelle prime (già limitate nella diffusione, a causa della ridotta mobilità) che mancando di interscambi comunicativi hanno poco o nulla differenziato i caratteri individuali.

Il cervello è lo strumento materiale fungente da centralina di controllo degli adattamenti dell’organismo agli stimoli esterni; la mente, prodotto astratto del cervello, è responsabile della formazione del pensiero e della parola necessari a stabilire i rapporti di relazione con l’ambiente; la psiche è la disposizione ormonale e umorale dell’individuo al cospetto di scelte che esulano dal ristretto ambito fisico-chimico; l’anima è il flusso vitale che coordina le funzioni fisiche e chimiche e psichiche e presiede e discende dai comportamenti individuali definendone l’indole.

L’anima non è un generatore della vita quanto un elemento distintivo dei viventi animali, non ha vita propria né si rigenera né trasmigra; si riforma con trasmissione ereditaria insieme agli altri elementi corporei ed incorporei che la caratterizzano. Cervello, mente, psiche, anima, sono stadi attualmente finali della evoluzione animale ed al contempo costituiscono gli strumenti per le successive evoluzioni.

Le piante e gli organismi viventi non dotati di detti strumenti restano soggetti alle sole evoluzioni passive, quelle cui l’individuo sottosta senza opzioni di alternative; viceversa gli animali superiori in possesso di tali dotazioni sono in grado di accettare o respingere le stimolazioni ed addirittura di cercare altrove le migliori condizioni di sopravvivenza eventualmente non presenti sul posto.

Pur a scapito della perdita o dell’indebolimento di alcune capacità sensoriali, l’uomo ha fortemente sviluppato il cervello e la mente specializzandoli fino alla parola, al pensiero, alla memoria, all’intelligenza e al pensiero astratto; ha affinato la psiche fino allo studio ed alla applicazione dell’inconscio; ha esaltato l’anima fino a candidarla a sorgente di vita terrena od ultraterrena.

I vegetali, come i minerali, non disponendo di sistema nervoso non conoscono i sentimenti: ignorano l’amore e il dolore che negli organismi animali favoriscono le sottili reazioni supplementari agli stimoli esterni. La compatibilità sensoriale e sentimentale seleziona gli apporti esterni e ne stuzzica di nuovi. Le reazioni nervose sono alla base della formazione della psiche e questa è alla base dell’anima.

Per numerose popolazioni primitive l’anima era lo spirito o essenza dei viventi e spesso anche della materia inerte. Per gli Egizi l’anima o l’essere spirituale, soprattutto dei grandi uomini, si componeva di tre parti: la forza vitale, la psiche e il potere magico. Nelle religioni monoteiste l’anima era il soffio di vita dato da un Creatore. La Scienza moderna tende a far coincidere l’anima con la psiche o con una sua emanazione.

Come non si vedono la vita e la morte ma se ne vedono gli effetti così non sono visibili l’anima e l’indole ma se ne riconoscono gli effetti e la natura. I sentimenti non si vedono ma se ne manifestano i comportamenti che addirittura possono determinare una variazione ormonale visibile e commensurabile.

L’anima è una energia vitale di origine endogena, non assegnata dall’esterno. Accade in natura che la coazione di determinate sostanze, come rame e zinco nella pila, generano una corrente elettrica. Analogamente nell’organismo animale nasce una energia suppletiva, l’anima, come interazione prodotta dalla compresenza di particolari organi e apparati aventi speciali proprietà fisiche chimiche elettriche magnetiche psichiche.

L’istinto primario della sopravvivenza rifugge la morte e lega alla vita. L’homo sapiens sapiens divenutocogitans è sensibile alla magia e ai primi interrogativi sui misteri della vita. L’ambizione e presunzione di non ridursi in cenere alla morte e la repulsa della morte hanno creato il desiderio di eternità o di una sua parvenza. L’esclusiva della autocoscienza e del pensiero astratto ha condotto gli umani all’arte, alla filosofia e alla spiritualità, fino all’idea di così tanta superiorità sugli altri viventi da meritare l’immortalità. Non potendo conseguire quella del corpo l’uomo ha fidato su quella dell’anima.

Gli uomini dotati di speciali meriti ottengono l’immortalità con la memoria eterna. Altri uomini comuni possono sperare di giungervi per grazia divina.


 

 

 

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