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MANCHESTER


 

Si può scivolare su una buccia di banana e rompersi la testa. Un aereo non vedrebbe una buccia di banana e non la temerebbe, patisce però la neve e la vede. Perché mai allora in pieno inverno a Monaco in Germania un aereo tenta il decollo sulla pista innevata  e con un motore in avaria?

Tutte le disgrazie derivano da una somma di circostanze sfavorevoli, alcune delle quali ce le andiamo a cercare o lasciamo che ci vengano incontro.

Qualche rischio corriamo tutte le volte che attraversiamo la strada, e lo accettiamo. Molti di più sono i rischi se corriamo in automobile eppure li accettiamo in nome della fiducia o della fretta o della avventatezza. Se guidiamo  un autobus o un treno  i pericoli non incombono solo su di noi ma anche su altri. Per questo si dà una cloche solo nelle mani di pochi e li si attornia di squadre di assistenti di volo e di pista.

Il 6 febbraio 1958 il capitano James Thein e la Torre di Controllo di Munchen-Riem decisero il decollo dell’ Ambassador in condizioni proibitive. Erano indiscusse l’integrità morale e l’esperienza professionale del pilota; è proverbiale la rigorosa applicazione dei  regolamenti da parte dei Tedeschi: allora perché fallirono? Due tentativi di decollo erano stati abortiti per la neve e per il motore ammalato. Gli dèi di più non potevano dire. Subito  oltre il limite della pista era appostato Giove in persona che aveva assunto le sembianze di un innocuo camion,  carico invece di carburante pronto a esplodere appena l’avessero stuzzicato. L’Ambassador vi fu risucchiato. Quello stesso dio nemico aveva reso scivolosa la pista e aveva indurito le ali dell’aereo ghiacciandone i flap e aveva affaticato il motore sinistro e aveva imposto ai passeggeri di sollecitare il decollo senz’altri rinvii.

Giove potente sapeva che occorre produrre una lunga serie di concause perché si attui un prodigio e altre se ne inventò. Il suo intento puntava a rapire i passeggeri. Quel dio inviso agli uomini non agiva in proprio, era un plenipotenziario mandato da tutto l’Olimpo degli dèi. Solo a questo punto si cominciò a capire che l’aereo trasportava un prezioso carico di atleti giovani belli famosi che, si sa, sono cari agli dèi  e che questi  vogliono subito a sé.

L’abbraccio dell’Ambassador col camion-bomba fu elementare, con boato e fiammata che sanciva la vittoria degli dèi.

Gli eroi rapiti allo sguardo degli umani - non all’amore, che si accrebbe – GEOFF BENT, ROGER BYRNE, EDDIE COLMAN, DUNCAN EDWARDS, MARK JONES, DAVID PEGG, TOMMY TAYLOR, LIAM ‘BILLY ‘ WHELAN, formavano mezza squadra del Manchester United, prestigiosa Società di Calcio tra le più ammirate nel mondo.

Gli dèi non erano stati egoisti fin in fondo poiché lasciarono ai mortali alcuni giocatori che continuassero  le imprese dei Busby Babes trasformati in Red Devils.  Tra altri si salvò Bobby Charlton (Campione del mondo con la Nazionale Inglese nel 1966) che riportò il Manchester a vincere il Campionato e conquistare la prima di 3 Coppe dei Campioni/Champions League.

Gli dèi tante volte feroci, all’occasione sanno sdebitarsi: hanno benedetto il potenziamento dei Red Devils illuminando la dirigenza, ispirando i giocatori, alimentando nuove tifoserie numerose ed appassionate.

Il Manchester rinato vincerà poi anche due volte la Coppa Intercontinentale/Coppa del mondo per club. Oggi è Società tra le più solide, quotata in borsa, presa a modello dal mondo sportivo e commerciale. Vanta innumerevoli benemerenze sportive nazionali ed è supportata da 50 milioni di tifosi.


 

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